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Impianto di depurazione rifiuti liquidi non pericolosi e pericolosi
 

L’impianto di depurazione è autorizzato al trattamento di 200.000 tonnellate/anno di reflui non pericolosi e di 70.000 tonnellate anno di reflui pericolosi ed è articolato su tre principali sezioni di trattamento interagenti fra loro e dotate di un unico sistema di controllo di processo.

La sezione di trattamento chimico fisico è dotata di cinque postazioni di scarico per gli automezzi, di due linee di trattamento in continuo di 25.mc/h cadauna , di una linea di neutralizzazione reflui acidi e basici, di reattori specifici in cui trattare singoli lotti di reflui e di una linea di disidratazione fanghi composta da filtropresse e centrifuga.

Per garantire idonea flessibilità e robustezza al trattamento di depurazione e adeguata sicurezza procedurale, questa sezione è dotata di numerosi silos di stoccaggio che dispongono di una capacità volumetrica complessiva di circa 1.000 metri cubi

Al fine di ridurre l’emungimento di acqua di falda da utilizzare per i vari lavaggi necessari e per la preparazione dei reagenti è stato messo a punto un sistema in grado di recuperare le acque di condensa provenienti dai nostri impianti, le acque meteoriche provenienti dai tetti e quelle acque destinate alla depurazione che per loro caratteristiche risultano ancora utilizzabili per gli scopi di cui sopra

La sezione di trattamento chimico/fisico ha lo scopo di separare dal refluo, facendole precipitare sotto forma di fanghi, sostanze inquinanti quali Metalli, Solidi Sospesi, Idrocarburi, che non possono essere abbattute nella successiva sezione biologica.

Un efficiente trattamento chimico fisico, nel nostro caso specifico, è inoltre indispensabile per garantire l’invio al trattamento biologico di un refluo privo degli inquinanti che potrebbero inibire la funzionalità della flora batterica o addirittura mettere a rischio la stessa.

La sezione di trattamento biologico è dotata di quattro stazioni di scarico di cui una particolarmente attrezzata per lo scarico degli auto spurgo e di una stazione di sportellatura dedicata ai mezzi di cui sopra.

Il trattamento biologico, a valle delle vasche di omogeneizzazione e sedimentazione primaria in cui confluiscono i reflui provenienti dal comparto chimico fisico e dalle stazioni di scarico del comparto biologico, si articola su due linee parallele in cui si succedono le fasi di ossidazione, nitrificazione, denitrificazione, sedimentazione, ispessimento fanghi e disidratazione degli stessi per mezzo di una centrifuga

Le vasche in cui si svolgono i suddetti processi hanno una volumetria complessiva di circa 6.000 mc e questo consente al refluo di permanere al loro interno per un periodo di circa 6 giorni; questo consente ai batteri di aggredire il refluo in maniera continua e duratura garantendo al tempo stesso adeguate garanzie di robustezza all’intero processo.

La sezione di evaporazione dei liquidi è costituita da un evaporatore a triplo effetto in grado di trattare circa 90 mc/g di reflui costituiti essenzialmente da soluzioni saline, emulsioni, soluzioni con tensioattivi, acque galvaniche, acque inchiostrate ecc.

Tali reflui vengono fatti evaporare all’interno degli stadi di evaporazione, i vapori che si generano vengono condensati e si ottiene un concentrato che viene smaltito ed un distillato che in parte viene riutilizzato ed in parte viene avviato alla depurazione.

 
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